Sacramenti
Unzione degli infermi
Il sacramento per chi è malato o avanti negli anni. Come chiederlo, anche con urgenza, e la Comunione portata a casa.
L’Unzione degli infermi non è «l’estrema unzione». Il Concilio Vaticano II ha restituito a questo sacramento il suo senso pieno: è il sacramento dei malati, non dei morenti, e si può ricevere più di una volta.
Chi può riceverla
- chi è gravemente malato;
- chi è indebolito dall’età, anche senza una malattia in corso;
- chi deve affrontare un intervento chirurgico importante;
- chi ha già ricevuto l’Unzione e le sue condizioni si sono aggravate.
Non serve aspettare l’ultimo momento. Anzi: è meglio riceverla quando si è ancora lucidi e si può partecipare con consapevolezza.
Come si chiede
Si avvisa l’ufficio parrocchiale. Se la persona è in casa, il sacerdote va a trovarla; se è ricoverata, ci si può rivolgere anche al cappellano dell’ospedale.
La Comunione agli ammalati
Chi non riesce più a venire in chiesa può ricevere la Comunione a casa. I ministri straordinari della Comunione della parrocchia la portano regolarmente agli ammalati e agli anziani: basta segnalare il nominativo in ufficio.
Durante la festa patronale, il 29 settembre, la Messa solenne della sera comprende l’amministrazione dell’Unzione degli infermi a tutti coloro che lo desiderano.
